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3.1 Regolamento comunale delle canalizzazioni del 29 novembre 2011

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Change 1

What to do with it
As published

Art. 2

Materiali Per |'evacuazione delle acque dei fondi possono essere utilizzati solamente tubi e materiali che dispongono di un certificato d'idoneità rilasciato dalla VSA. 2 L scelta del materiale più indicato per una condotta dipende dal tipo d'impiego, dalle condizioni locali come pure da fattori di sollecitazione particolari (ad esempio acque aggressive, acque con forti sbalzi di temperatura, terreni acidi, ecc.). 3 Per l'evacuazione delle acque residuali possono essere impiegati tubi a tenuta stagna, in fibrocemento, in materiale sintetico quali PE duro e PVC, calcestruzzo speciale, grès e ghisa. In caso d'utilizzazione per scopi speciali (particolare composizione delle acque di rifiuto, temperature elevate, ecc.) ed in caso di pericoli d'incrostazioni, il materiale delle canalizzazioni deve essere scelto con particolare cura. Devono essere tenuti in debita considerazione i dati forniti dai fabbricanti e dagli attestati di prova. Art. 21 Allacciamento diretto sulla condotta Di regla, allacciamento al collettore pubblico deve avvenire direttamente sulla condotta. Le condotte d'allacciamento devono essere eseguite con particolare cura. Le stesse, nel loro complesso, e per i relativi punti d'allacciamento alle canalizzazioni, devono soddisfare le esigenze in materia di tenuta stagna. 3 Sono da rispettare le direttive di posa emanate dalle autorità competenti in materia e dei fabbricanti delle tubazioni. L'allacciamento è da eseguire con i rispettivi pezzi speciali. 4 Le aperture per il raccordo delle condotte d'allacciamento alla canalizzazione in calcestruzzo, in grès o in fibrocemento (comunque non in materiale plastico), devono essere eseguite mediante carotaggi (e non con punta e mazzotto). Le aperture nei tubi in materiale plastico devono essere eseguite, per quanto possibile, con seghetto alternativo. 5 Di regola, gli allacciamenti devono essere eseguiti perpendicolari all'asse del collettore. Si raccomanda un'angolazione d'allacciamento a 45° se il rapporto dei diametri tra canalizzazione e condotta d'allacciamento è inferiore a 2:1. Le condotte d'allacciamento devono essere raccordate nella mezzeria superiore delle canalizzazioni, con un'inclinazione di 30°, P. 11 dí 23 rispettivamente oltre la quota di rigurgito, qualora le pendenze di deflusso siano sufficienti. 6 Gli allacciamenti devono essere eseguiti sopra il livello del deflusso per tempo secco. Art. 22 Allacciamento con pozzetto d'accesso 1 I casi speciali, per motivi tecnici giustificati ed accettati dal Municpio, l'allacciamento può avvenire in un pozzetto esistente o può essere richiesta la costruzione di uno nuovo a carico del proprietario dell'allacciamento. 2 Nel caso in cui il pozzetto pubblico sia in materiale plastico l'esecuzione deve essere fatta da una ditta specializzata. Negli altri casi, di principio, il foro d'entrata deve essere eseguito mediante carotaggio ed uso dello speciale raccordo. 3 Gli allacciamenti devono entrare almeno all'altezza della banchina. Nel caso in cui l'entrata debba avvenire ad altezze maggiori, di principio il tubo deve essere accompagnato fino sul fondo, adeguatamente fissato a parete in modo da non intralciare interventi di manutenzione. 4 Nel sistema separato, per evitare errori d'allacciamento, occorre esaminare preliminarmente sul posto i punti di raccordo. Art. 23 Pendenze e diametri 1 Le canalizzazioni devono essere rettilinee con pendenza regolare. La pendenza ideale per canalizzazioni per acque luride è situata tra 3%-5%. Pendenze: Tipo di condotte Minimo (%) Ideale (%) Massimo (%) Condotte per acque luride 2 3 5 fino a DN 200 Condotte per acque luride 1.5 3 5 oltre a DN 200 Condotte per acque 1 3 5 meteoriche È indispensabile una progettazione ed un'esecuzione accurata con le pendenze minime. In questi casi è inoltre importante prevedere sufficienti possibilità d'ispezione e di pulizia. 2 Possono essere ammesse pendenze inferiori, se i valori fissati qui sopra dovessero causare delle difficoltà tecniche e/0 spese sproporzionate. P. 12 dí 23 Il diametro nominale minimo delle canalizzazioni è il seguente: - collettori di fondo DN 100 mm (ma al minimo il diametro della colonna di scarico allacciata) - condotte d'allacciamento alle canalizzazioni D N m m n s s t m s p t o DN 200 mm in sistema misto Art. 24 Posa Da rispettare, in tutti i lavori di costruzione, le prescrizioni della SUVA come pure quelle delle autorità competenti. 2 Da rispettare, nei lavori di posa delle tubazioni, le prescrizioni del fabbricante e delle autorità competenti. 3 Tubazioni e pezzi speciali difettati o non appropriati (crepe, manicotti difettosi, ecc.) devono essere scartati. 4 Tutte le condotte, siano esse posate sotto oppure al di fuori degli edifici, vanno avvolte con bauletto di calcestruzzo secondo i profili normalizzati U4 e V4 della Norma SIA 190. 5 Le canalizzazioni devono essere posate al di sotto del limite del gelo, generalmente con una copertura di almeno 50 cm. 6 L sommità della condotta delle acque luride o miste di regola dovrebbe trovarsi ad una quota inferiore del fondo della condotta dell'acqua potabile. Art. 25 Pozzetti d'accesso 1 Nell'immediata vicinanza del confine con la proprietà pubblica devono localizzarsi il/i pozzo/i di confine; per l'ubicazione degli altri pozzetti fanno stato le apposite direttive. Secondo la profondità, i pozzetti devono avere i seguenti diametri interni minimi: Profondità pozzetto Dimensione d'accesso fino a 0.6 m da 0.6 fino a 1.5 m oltre 1.5 m 60 cm o con cono di riduzione 80/60 80 cm e con cono di riduzione 80/60 100 cm e con cono di riduzione 80/60 3 I pozzetti d'accesso di profondità superiore a 1.2 m devono essere equipaggiati con una scala o scalini metallici resistenti alla corrosione. 4 Per evitare il deposito di fanghi, il fondo dei pozzetti deve essere modellato a forma concava (vedi tipi normali). P. 13 dí 23 5 I pozzetti d'accesso su suolo pubblico devono essere muniti di coperchi come quelli in uso normalmente con resistenza al carico adeguata alla situazione. Art. 26 Pompe Ove la situazione lo richiede, il proprietario è tenuto ad installare un impianto di pompaggio con tutti i relativi accorgimenti e sicurezze d'uso per l'evacuazione delle acque residuali poste a quota inferiore al collettore pubblico. 2 I ogni caso, a confine deve essere predisposto un pozzetto e l'allacciamento al collettore in caduta. Art. 27 Rigurgito Lo smaltimento delle acque residuali può essere soggetto a rigurgito. 2 11 Municipio declina ogni responsabilità in caso di rigurgito ed è compito dei proprietari mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per evitarlo. 3 Nel caso in cui in una condotta pubblica, in base alle conoscenze tecniche, si presumesse una possibilità di rigurgito, il Municipio è tenuto a darne comunicazione al proprietario al quale spetta il compito di predisporre i necessari accorgimenti tecnici per evitarlo. Art. 28 Impianti di depurazione individuali e di pretrattamento 1 L costruzione d'impianti di depurazione individuali deve essere autorizzata dall'autorità cantonale. 2 Entro il perimetro del PGS devono essere adottati impianti individuali, finchè la rete delle canalizzazioni non è completa o fino a quando l'impianto di depurazione centrale non è in esercizio. 3 Fuori dal perimetro del PGS gli impianti di depurazione individuali servono per il trattamento delle acque luride di abitazioni esistenti, nonché di nuove o ristrutturate. Essi sono richiesti solo se l'allacciamento alla rete delle canalizzazioni non può essere ragionevolmente esigibile (distanza, difficoltà topografiche, costo eccessivo, ecc.). 4 Gli impianti di pretrattamento devono essere costruiti e gestiti conformemente all'OPAc e alle prescrizioni dell'autorità competente. La necessità di pretrattamento esiste in particolare quando le acque di rifiuto contengono le seguenti sostanze o presentano le seguenti proprietà: sostanze in sospensione e/0 sostanze decantabili in grandi quantità; olii o grassi (ev. emulsionati) in grandi quantità; veleni; acidi o basi; alte temperature; punta di carico; germi patogeni in quantità pericolose; P. 14 dí 23 1- Città di Lugano Regolamento 3.1 sostanze radioattive. 5 Il raCC091itore fanghi posto prima di un impianto d'infiltrazione o di un pozzo perdente deve essere munito di sifone per evitare il passaggio d'elementi solidi. Art. 29 Progettazione impianti d'infiltrazione e di ritenzione per |'impiego, la costruzione ed il dimensionamento degli impianti di ritenzione e d'infiltrazione fa stato la direttiva VSA "Smaltimento delle acque meteoriche". 2 Pr la progettazione d'impianti d'infiltrazione e di ritenzione è necessario conoscere la composizione del suolo. Lo studio idrogeologico elaborato nell'ambito del PGS fornisce informazioni generali sulla sua natura e la sua idoneità all'infiltrazione. Uno studio particolareggiato con prova d'infiltrazione effettuata in loco fornisce basi più sicure per quanto attiene alla definizione delle capacità d'infiltrazione e i parametri per il dimensionamento dell'impianto. Lo stesso deve essere eseguito ogni qual volta sussistono dubbi riguardo al corretto funzionamento.

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Art. 2

Materiali Per |'evacuazione delle acque dei fondi possono essere utilizzati solamente tubi e materiali che dispongono di un certificato d'idoneità rilasciato dalla VSA. 2 L scelta del materiale più indicato per una condotta dipende dal tipo d'impiego, dalle condizioni locali come pure da fattori di sollecitazione particolari (ad esempio acque aggressive, acque con forti sbalzi di temperatura, terreni acidi, ecc.). 3 Per l'evacuazione delle acque residuali possono essere impiegati tubi a tenuta stagna, in fibrocemento, in materiale sintetico quali PE duro e PVC, calcestruzzo speciale, grès e ghisa. In caso d'utilizzazione per scopi speciali (particolare composizione delle acque di rifiuto, temperature elevate, ecc.) ed in caso di pericoli d'incrostazioni, il materiale delle canalizzazioni deve essere scelto con particolare cura. Devono essere tenuti in debita considerazione i dati forniti dai fabbricanti e dagli attestati di prova. Art. 21 Allacciamento diretto sulla condotta Di regla, allacciamento al collettore pubblico deve avvenire direttamente sulla condotta. Le condotte d'allacciamento devono essere eseguite con particolare cura. Le stesse, nel loro complesso, e per i relativi punti d'allacciamento alle canalizzazioni, devono soddisfare le esigenze in materia di tenuta stagna. 3 Sono da rispettare le direttive di posa emanate dalle autorità competenti in materia e dei fabbricanti delle tubazioni. L'allacciamento è da eseguire con i rispettivi pezzi speciali. 4 Le aperture per il raccordo delle condotte d'allacciamento alla canalizzazione in calcestruzzo, in grès o in fibrocemento (comunque non in materiale plastico), devono essere eseguite mediante carotaggi (e non con punta e mazzotto). Le aperture nei tubi in materiale plastico devono essere eseguite, per quanto possibile, con seghetto alternativo. 5 Di regola, gli allacciamenti devono essere eseguiti perpendicolari all'asse del collettore. Si raccomanda un'angolazione d'allacciamento a 45° se il rapporto dei diametri tra canalizzazione e condotta d'allacciamento è inferiore a 2:1. Le condotte d'allacciamento devono essere raccordate nella mezzeria superiore delle canalizzazioni, con un'inclinazione di 30°, P. 11 dí 23 rispettivamente oltre la quota di rigurgito, qualora le pendenze di deflusso siano sufficienti. 6 Gli allacciamenti devono essere eseguiti sopra il livello del deflusso per tempo secco. Art. 22 Allacciamento con pozzetto d'accesso 1 I casi speciali, per motivi tecnici giustificati ed accettati dal Municpio, l'allacciamento può avvenire in un pozzetto esistente o può essere richiesta la costruzione di uno nuovo a carico del proprietario dell'allacciamento. 2 Nel caso in cui il pozzetto pubblico sia in materiale plastico l'esecuzione deve essere fatta da una ditta specializzata. Negli altri casi, di principio, il foro d'entrata deve essere eseguito mediante carotaggio ed uso dello speciale raccordo. 3 Gli allacciamenti devono entrare almeno all'altezza della banchina. Nel caso in cui l'entrata debba avvenire ad altezze maggiori, di principio il tubo deve essere accompagnato fino sul fondo, adeguatamente fissato a parete in modo da non intralciare interventi di manutenzione. 4 Nel sistema separato, per evitare errori d'allacciamento, occorre esaminare preliminarmente sul posto i punti di raccordo. Art. 23 Pendenze e diametri 1 Le canalizzazioni devono essere rettilinee con pendenza regolare. La pendenza ideale per canalizzazioni per acque luride è situata tra 3%-5%. Pendenze: Tipo di condotte Minimo (%) Ideale (%) Massimo (%) Condotte per acque luride 2 3 5 fino a DN 200 Condotte per acque luride 1.5 3 5 oltre a DN 200 Condotte per acque 1 3 5 meteoriche È indispensabile una progettazione ed un'esecuzione accurata con le pendenze minime. In questi casi è inoltre importante prevedere sufficienti possibilità d'ispezione e di pulizia. 2 Possono essere ammesse pendenze inferiori, se i valori fissati qui sopra dovessero causare delle difficoltà tecniche e/0 spese sproporzionate. P. 12 dí 23 Il diametro nominale minimo delle canalizzazioni è il seguente: - collettori di fondo DN 100 mm (ma al minimo il diametro della colonna di scarico allacciata) - condotte d'allacciamento alle canalizzazioni D N m m n s s t m s p t o DN 200 mm in sistema misto Art. 24 Posa Da rispettare, in tutti i lavori di costruzione, le prescrizioni della SUVA come pure quelle delle autorità competenti. 2 Da rispettare, nei lavori di posa delle tubazioni, le prescrizioni del fabbricante e delle autorità competenti. 3 Tubazioni e pezzi speciali difettati o non appropriati (crepe, manicotti difettosi, ecc.) devono essere scartati. 4 Tutte le condotte, siano esse posate sotto oppure al di fuori degli edifici, vanno avvolte con bauletto di calcestruzzo secondo i profili normalizzati U4 e V4 della Norma SIA 190. 5 Le canalizzazioni devono essere posate al di sotto del limite del gelo, generalmente con una copertura di almeno 50 cm. 6 L sommità della condotta delle acque luride o miste di regola dovrebbe trovarsi ad una quota inferiore del fondo della condotta dell'acqua potabile. Art. 25 Pozzetti d'accesso 1 Nell'immediata vicinanza del confine con la proprietà pubblica devono localizzarsi il/i pozzo/i di confine; per l'ubicazione degli altri pozzetti fanno stato le apposite direttive. Secondo la profondità, i pozzetti devono avere i seguenti diametri interni minimi: Profondità pozzetto Dimensione d'accesso fino a 0.6 m da 0.6 fino a 1.5 m oltre 1.5 m 60 cm o con cono di riduzione 80/60 80 cm e con cono di riduzione 80/60 100 cm e con cono di riduzione 80/60 3 I pozzetti d'accesso di profondità superiore a 1.2 m devono essere equipaggiati con una scala o scalini metallici resistenti alla corrosione. 4 Per evitare il deposito di fanghi, il fondo dei pozzetti deve essere modellato a forma concava (vedi tipi normali). P. 13 dí 23 5 I pozzetti d'accesso su suolo pubblico devono essere muniti di coperchi come quelli in uso normalmente con resistenza al carico adeguata alla situazione. Art. 26 Pompe Ove la situazione lo richiede, il proprietario è tenuto ad installare un impianto di pompaggio con tutti i relativi accorgimenti e sicurezze d'uso per l'evacuazione delle acque residuali poste a quota inferiore al collettore pubblico. 2 I ogni caso, a confine deve essere predisposto un pozzetto e l'allacciamento al collettore in caduta. Art. 27 Rigurgito Lo smaltimento delle acque residuali può essere soggetto a rigurgito. 2 11 Municipio declina ogni responsabilità in caso di rigurgito ed è compito dei proprietari mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per evitarlo. 3 Nel caso in cui in una condotta pubblica, in base alle conoscenze tecniche, si presumesse una possibilità di rigurgito, il Municipio è tenuto a darne comunicazione al proprietario al quale spetta il compito di predisporre i necessari accorgimenti tecnici per evitarlo. Art. 28 Impianti di depurazione individuali e di pretrattamento 1 L costruzione d'impianti di depurazione individuali deve essere autorizzata dall'autorità cantonale. 2 Entro il perimetro del PGS devono essere adottati impianti individuali, finchè la rete delle canalizzazioni non è completa o fino a quando l'impianto di depurazione centrale non è in esercizio. 3 Fuori dal perimetro del PGS gli impianti di depurazione individuali servono per il trattamento delle acque luride di abitazioni esistenti, nonché di nuove o ristrutturate. Essi sono richiesti solo se l'allacciamento alla rete delle canalizzazioni non può essere ragionevolmente esigibile (distanza, difficoltà topografiche, costo eccessivo, ecc.). 4 Gli impianti di pretrattamento devono essere costruiti e gestiti conformemente all'OPAc e alle prescrizioni dell'autorità competente. La necessità di pretrattamento esiste in particolare quando le acque di rifiuto contengono le seguenti sostanze o presentano le seguenti proprietà: sostanze in sospensione e/0 sostanze decantabili in grandi quantità; olii o grassi (ev. emulsionati) in grandi quantità; veleni; acidi o basi; alte temperature; punta di carico; germi patogeni in quantità pericolose; P. 14 dí 23 1- Città di Lugano Regolamento 3.1 sostanze radioattive. 5 Il raCC091itore fanghi posto prima di un impianto d'infiltrazione o di un pozzo perdente deve essere munito di sifone per evitare il passaggio d'elementi solidi. Art. 29 Progettazione impianti d'infiltrazione e di ritenzione per |'impiego, la costruzione ed il dimensionamento degli impianti di ritenzione e d'infiltrazione fa stato la direttiva VSA "Smaltimento delle acque meteoriche". 2 Pr la progettazione d'impianti d'infiltrazione e di ritenzione è necessario conoscere la composizione del suolo. Lo studio idrogeologico elaborato nell'ambito del PGS fornisce informazioni generali sulla sua natura e la sua idoneità all'infiltrazione. Uno studio particolareggiato con prova d'infiltrazione effettuata in loco fornisce basi più sicure per quanto attiene alla definizione delle capacità d'infiltrazione e i parametri per il dimensionamento dell'impianto. Lo stesso deve essere eseguito ogni qual volta sussistono dubbi riguardo al corretto funzionamento.

One line that says what changes, such as "Halve the dog tax".

Who it helps, what it costs, what it fixes. It is what persuades people to support it.

A proposal here is not law. Support on Solon is evidence that people want the change; the official route says what it takes to make it law.

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